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Horror
Boo !


"L'uomo che fischia"



E' da tanto che non vi porto una bella storia dell'orrore, ma con questo caldo, come si può rinunciare ad avere qualche brivido ? Eccovi quindi una nuova storia, direttamente dal folklore latino-americano, la leggenda de "L'uomo che fischia".



Si narra che in una casa sperduta tra le Ande, vivesse un tempo un giovane ragazzo viziato con la sua famiglia. Il ragazzo, nonostante la sua famiglia non fosse benestante, non era raro fare insolite richieste ai suoi genitori, che facevano tutto ciò che era loro possibile per esaudire quei capricci.
Uno sfortunato giorno, il ragazzo disse che aveva voglia di carne di cervo e chiese al padre di andarlo a cacciare. Il padre acconsenti all'ennesima richiesta e si preparò per andare a caccia.
Le ore passarono e l'uomo non sembrava più tornare, man mano che le lancette scandivano lo scorrere del tempo, più l'impazienza del giovane cresceva, sempre di più, senza fine.
Diverse ore dopo, stanco di aspettare, il ragazzo decise di incamminarsi verso il luogo in cui suo padre era solito cacciare, lungo la strada però trovò suo l'uomo che faceva ritorno a casa... ma con un sacco completamente vuoto. Infuriato dal fallimento del padre, il ragazzo non esitò a ucciderlo sul posto e, con il suo stesso coltellaccio, lo tagliò in tanti piccoli pezzi che poi mise nel suo sacco.
Tornato a casa, il giovane non esitò a portare il sacco in cucina e a chiedere alla madre di cucinarne  il contenuto. Vane furono le domande della donna sulla sorte del marito e, una volta aperto il sacco, non ci mise molto a capire il terribile destino toccato all'uomo. In men che non si dica, la donna convocò suo padre nella casa.
Uomo terribile il nonno di quel ragazzo, un vecchio esperto nel lanciare maledizioni, quest'ultimo non esitò, dopo che la figlia lo aveva implorato, di usare tutte le sue conoscenze contro il suo stesso nipote. Passò ore a torturarlo, legato ad un albero, il giovane subì ogni sorta di punizione il vecchio avesse in mente e infine fu slegato. Con un tonfo cadde a terra, sporco di sangue e fango, e in quel momento il vecchio gli gettò il sacco imbrattato di sangue addosso. Gli occhi del vecchio si fecero ancora più terrificanti quando gli intimò di andarsene portando con se quel sacco, mentre la madre gli porse un vecchio e logoro cappello. Che fosse l'ultimo gesto caritatevole di una madre o qualcos'altro, si trattava dopotutto del cappello di suo marito, non fu dato saperlo al giovane, che stremato prese tutte e due quegli oggetti e si diede alla fuga. Dopo pochi passi si fermò a controllare il sacco che sembrava contenere qualcosa, una volta aperto scoprì al suo interno le ossa di suo padre, ma non ebbe neanche un attimo per riflettere su ciò, a breve distanza sentì il latrato di alcuni cani, latrato che conosceva molto bene, quelli erano gli stessi cani che la sua famiglia era solita allevare. Ancora dolorante per le ferite cercò di allontanarsi quanto poteva, mentre sentiva i cani farsi sempre più vicini.

Qui finisce la storia di quel giovane ragazzo viziato, non si sa quale destino abbia avuto, che i cani l'abbiano sbranato ? Che sia riuscito a fuggire ? Sta di fatto che da quel giorno una triste figura vaga per le campagne. Una figura malconcia con un cappello logoro in testa e che porta un sacco sulla schiena. Alto, ma curvo per il peso del suo sacco sembra instancabile, gira solo di notte e si dice che alle prime luci dell'alba fugga, spaventato, come se fosse inseguito da qualcosa. Ma c'è qualcosa di più inquietante della sua figura. Si dice infatti che non esiti a uccidere che incroci lungo il suo cammino, che prediliga come sue vittime donne, bambini e uomini ubriachi. Si racconta che questa figura si annunci alla sua vittima in modo peculiare, quest'essere infatti è solito fischiare mentre cammina. Se il fischio è vicino vuol dire che quest'ultimo è lontano, mentre un fischio lontano... beh... è il suo modo di avvisare la sua prossima vittima di cominciare a correre...
Boo !

Parliamo di
Nanashi no Game
ovvero
Il gioco senza nome



Sapete che esistono giochi per il DS ? Non è una domanda così scontata come potreste pensare ! Difficilmente se pensate alle console portatile di casa nintendo vi verrà in mente qualche titolo horror, i pochi che magari potreste ricordare sono per lo più spin-off: Resident Evil Revelation Spirit Camera: The Cursed Memoir. Recentemente poi è stato annunciato un Corpse Party per 3ds, anche se, dato che non mi piace molto quella saga, non sono molto interessato a quello. Eppure per il papà del 3DS uscirono ben due titoli horror esclusivi per quella console: Dementium e Nanashi no Game, ovvero il gioco senza nome di cui oggi vi parlerò. 



Se avete un Ds ancora funzionante (non come il mio) e volete giocare a questo titolo, o serie di titoli come tra poco vi spiegherò, non potete farlo, almeno che voi non conosciate il giapponese. Nanashi no Game infatti non è mai uscito dal Giappone ed è stato tradotto in lingua inglese solo dai fan. Il metodo migliore per giocarlo e quindi tramite un emulatore e direttamente sul vostro pc. 




Nanashi no Game comprende diversi titoli, per quanto due siano quelli principali: Nanashi no Game e Nanashi no Game: Me entrambi usciti per il Ds. Ma andiamo per ordine e parliamo del primo.






Nanashi no Game 

Nanashi no Game uscì per Ds nel 2008. Il primo gioco di questa saga aveva senza dubbio grossi difetti. In primis i comandi che rendevano davvero scomodo il giocarci. Poi dovremo parlare anche del fatto che la storia è  messa decisamente in secondo piano dal gameplay ed è in questo che ci sono la maggior parte dei problemi. Infatti il gameplay non è il massimo, il nostro personaggio è lento e goffo, per giunta la nostra avventura non dura molto e ciò è anche un bene perchè questo titolo è abbastanza frustrante. La storia però, per quanto come ho detto venga messa in secondo piano, è buona ed ha non poche somiglianze con "The Ring".



"Si racconta infatti di un misterioso gioco senza alcun nome. Una maledizione sembra aleggiare su di esso e chiunque metta le sue mani su quel gioco senza completarlo in sette giorni  andrà in contro ad una morte prematura. Sfortunatamente il gioco in questione viene spedito al nostro protagonista dal suo migliore amico, suo malgrado dovrà indagare sul mistero prima che i sette giorni finiscano"

Peculiarità del gioco e che il gameplay è diviso in due fasi. Nella prima ci ritroviamo nel mondo reale e dobbiamo cercare di fuggire dagli Spiriti Maligni (Nel gioco chiamati Regrets: Rimpianti) che ci daranno la caccia in diverse location, mentre dovremo cercare di fare luce misterioso gioco. Nelle locations, che ormai ogni giocatore di survival horror che si rispetti conosce a memoria ( su le mani per metropolitana, vicolo strano e hotel),si respira davvero un senso di ansia e paura. Il problema di questa fase è che non c'è molto altro da fare oltre che camminare, non abbiamo un inventario o oggetti in particolare da trovare, se ci prende uno spirito è game over il che, tutto assieme, rende questa parte del gioco molto frustrante e poco divertente. 
Nella seconda invece ci ritroviamo nel mondo 8-bit del gioco senza nome, in questo modo di final fantasyana memoria, l'esplorazione è abbastanza limitata e non  combatteremo mai contro mostri et similia, ma tutto ciò che accade in quel mondo è abbastanza memorabile, tanto che rimpiangerete di passarvici poco tempo. Tra strani rituali e morti cruente il mondo 8-bit è meno idilliaco di quello che sembra e ogni volta che vi accederete sembrerà sempre che la maschera di pacifica serenità che il gioco vuole mostrarvi sia sul punto di cadere. I due mondi sono in qualche modo complementari mentre quello reale è cupo e decisamente morto (lol) quello 8-bit invece si mostra come un'ambiente vivo e allegro, ma le cose non sono come sembrano ed è la colonna sonora, il pezzo da novanta del gioco, che ci fa percepire un'atmosfera cupa e ansiogena.



In sintesi il primo titolo può benissimo essere definito come un gioco mediocre, ma a rivalutarlo sono la storia e la colonna sonora che riuscirono a salvarlo e anzi a permettergli di continuare il suo particolare orrore con un sequel: Nanashi no Game Me. Come sarà il sequel ? Riuscirà finalmente a rendere giustizia alla storia ? Avrà imparato dagli errori del primo capitolo ? Quante domande, ma questa è un'altra storia....

Boo !

"Oni Asobi"
ovvero
"Il gioco del demone"


Rileggendo la lista datami qualche tempo fa datami da Setsuka 88 (aka Filomena verda se non erro) mi sono imbattuto in Oni Asobi di Mutsumi Ryou of Die Blaue Laterne. Effettivamente il titolo mi ricordava qualcosa e andando a vedere qualche immagine mi è tornato in mente di averci effettivamente giocato tempo fa e che mi era piaciuto ! Pensando che magari l'avessi salvato in qualche bozza ho verificato se non fosse presente nel mio blog, ma a quanto pare devo essermene dimenticato, quindi eccovi  a voi il mio pensiero su "Oni Asobi" ovvero "il gioco del demone"

il gioco è completamente in inglese non preoccupatevi, sono io che sono pigro


"Conosci la storia di Oni-hime-sama ?
Si, ne ho sentito parlare. E' una vecchia leggenda su questa città, vero ?
Si. 
C'era una volta, quando questa città era ancora un piccolo villaggio, una certa famiglia di contadini, alla quale nacque una figlia con delle corna sulla testa.
A causa di quelle corna, la bambina non riusciva ad avere alcun amico ed era sempre sola...

...e poi, un certo anno...
una terribile epidemia colpì il villaggio, facendo soffrire innumerevoli persone. 
Gli abitanti non esitarono a incolpare dell'accaduto la bambina e finì per essere uccisa dalla folla.
Dopo quell'avvenimento, diversi bambini cominciarono a scomparire frequentemente, senza lasciare alcuna traccia. 
Ovviamente era lo spirito della bambina uccisa che li rapiva in modo da avere finalmente qualche amico... o almeno queste sono le voci che cominciarono a circolare.

Hai mai notato quel vecchio tempio vicino alla nostra scuola ?
Ecco, quello sembra essere stato costruito per calmare lo spirito di quella bambina.
Ma lo spirito di Oni-hime-sama non ha ancora trovato pace.
Ancora oggi si dice che, di tanto in tanto, rapisca quelle persone che si rechino al tempio.

Ma Kensuke non crede a questa vecchia leggenda e decide di recarsi al tempio, quella è stata l'ultima volta che i suoi amici Shuu e Kana, l'hanno visto. Una settimana dalla sua scomparsa, Shuu si reca anche lui al tempio in modo da far luce sulla sparizione di Kensuke, cosa mai troverà ?"


Perdonate la mia capacità di sintesi uguale a zero, ma l'incipit mi è davvero piaciuto e volevo rendervi partecipi. Il gioco ha un gameplay davvero solido e intrigante, nonché anche abbastanza difficile, visto che il nostro stalker sarà invisibile ! Sarà la nostra fedele torcia a farci capire quando siamo seguiti o meno visto che questa farà meno luce in presenza del fantasma. Gli enigmi sono piacevolmente originali anche se un po' impegnativi. Per quanto riguarda la grafica, c'è da dire che sia i tileset che le immagini sono usate in maniera mirata e efficace, ci sarebbe da parlare anche della musica che riesce a creare un'ottima atmosfera. Anche i personaggi sono gradevoli, anche se non urlano di certo originalità da tutti i pori. Insomma Oni Asobi è un buon gioco, senza dubbio con più pregi che difetti e che vi consiglio assolutamente di provare, lo trovate qui.

Pss. so che probabilmente non ne avrete bisogno, ma hey ecco qui la soluzione in caso di difficoltà.